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giovedì 10 settembre 2020

TENET di Christopher Nolan RECENSIONE

Si discute molto in questi giorni del nuovo film , al momento campione d’incassi, di Christopher Nolan. E’ un film che divide, lascia perplessi e probabilmente non del tutto soddisfatti. 

                      

      
Un uomo che lavora per la CIA, non è chiaro sotto quale profilo, si ritrova invischiato in un’operazione in Ucraina al Teatro dell’Opera, in cui è in corso un attentato terroristico. 
Testato il suo coraggio e lealtà nel rischiare la vita in difesa del prossimo, gli viene presentata una nuova missione estremamente complicata: scongiurare la terza guerra mondiale. E’ qui che inizia il viaggio di Nolan e del suo protagonista (John David Washington) in una realtà continuamente contaminata e cambiata dal futuro, ci si muove in spazi temporali diversi, i proiettili sono invertiti, rientrano cioè nelle pistole che nell’altro tempo gli hanno sparati, anziché uscire, gli interventi sul futuro cambiano il presente. Tutto questo mette in pericolo l’intera umanità, al protagonista il compito di salvarla. All’interno di questo quadro thriller, non c’è tempo per i sentimentalismi, tranne per quelli di una donna verso il figlioletto, che cerca di non perdere a causa del marito dispotico e cattivo che conosce la realtà dell’inversione e ha in mano la chiave che può portare alla fine di tutto.




La spy-story si trasforma ben presto in un film di guerra, di notevole prestazione. Inizia una lotta per recuperare l’algoritmo che può distruggere l’uomo, la tensione è sul filo del rasoio in un continuo cambio di piani temporali che sono l’uno la spiegazione dell’altro.
Un racconto intrecciato sviscerato in due ore e mezzo di film, che resta comunque inafferrabile per lo più. Nolan torna a raccontare alla maniera di Inception e di Interstellar soffermandosi su questa idiosincrasia tra passato e futuro e sul fatto che il lavoro su quest’ultimo può cambiare le carte in tavola. A differenza dei precedenti citati,  però, il protagonista non è del tutto consapevole di cosa sta esperendo quasi fino alla fine del film, del resto la comprensione del meccanismo che è alla base del film è difficile anche allo spettatore, che in genere, si sa,  preferisce afferrare il concetto.


Robert Pattinson e John David Washington in Tenet


Nel complesso il film è visivamente molto valido, sicuramente la visione in Imax per il cui formato è stato girato, rende ancora di più.
Le musiche di Ludwig Goransson sono una delle cose più riuscite del film assolutamente didascaliche, precise, incalzanti.
Tuttavia ci sono molte cose che restano sospese, a partire dallo stesso titolo, la cui preminenza è stata sottolineata anche nel trailer, eppure cosa resta di questa parola latina?E’ solo una chiave perché i partecipanti si riconoscano tra loro. È una parola palindroma, ancora una volta a sottolineare il concetto  dell’inversione. Al sarcasmo del personaggio di Robert Pattinson il compito di alleggerire in più punti il clima. 
 È un film che  registicamente  non si discute, ma qualcosa sfugge, è pericolosamente evanescente, confuso al di là della complessità del tema trattato.




giovedì 25 giugno 2020

TENET


Dall'uscita del trailer tutti aspettano con ansia di poter vedere Tenet. Il nuovo film di Christopher Nolan, dal sapore epico e thriller, arriverà nelle sale americane il 31 luglio 2020! Fino a poco tempo fa della trama del film non si sapeva assolutamente nulla, solo che si tratta di un film d'azione sullo spionaggio internazionale, si vociferava
 parlasse addirittura di viaggi nel tempo ed evoluzione. 
Recentemente Nolan si è lasciato sfuggire qualche informazione in più e qualche doveroso chiarimento. 

"Non è un film sui viaggi nel tempo", ha specificato Nolan. "Riguarda il tempo e i vari modi in cui lo stesso può funzionare. Non mi sono mai voluto mettere a fare una lezione di fisica, ma l'inversione è un concetto in cui un materiale vede invertita la propria entropia, quindi si ritrova a tornare indietro nel tempo rispetto a noi."


La fotografia di questo film, che si prospetta eccellente, è affidata allo stesso direttore di Dunkirk, l'ultimo lungometraggio di Nolan. Ha poi specificato che Tenet è il nome dell'organizzazione in cui il personaggio di John David Washington, detto "il protagonista", viene introdotto, lo definisce una sorta di James Bond emotivamente molto più accessibile. E sul personaggio interpretato da Robert Pattinson aggiunge che ha mille personalità. 
Di più  non ha voluto svelare, confermando anche la presenza di Aaron Taylor Johnsson (The king's man/Avengers), dicendo che nel suo film "succede davvero di tutto!"
In Italia lo aspettiamo per il 3 agosto in sala e non vediamo l'ora, vero?!!




                                           

mercoledì 3 giugno 2020

SPIN OFF VIS A VIS


Sull'onda del successo de La casa di carta, in molti si sono avvicinati alle serie tv spagnole, apprezzandole particolarmente.  É ciò che è successo con Vis a Vis che, tra l'altro, ha molti protagonisti in comune con la fortunata serie sulla banda criminale (ad esempio Alba Flores alias Nairobi).





Serie tv di Ivan Escobar, andata in onda prima su Antenna 3 e poi passata su Netflix, è stata chiusa alla quarta stagione con le sonore proteste dei fan che hanno così ottenuto un sequel dal titolo Vis a vis: el Oa0sis, che Escobar ha definito una quinta stagione a tutti gli effetti.
É una scelta fatta veramente solo per i fan in quanto il finale della quarta stagione aveva mostrato il flashforward delle vite delle detenute 12 anni dopo.
Lo spin off si incentra sulle vite di Macarena e Zulema (Najwa Nimri è Alicia Sierra nella stagione 3 e 4 de La casa di carta), dopo la loro uscita dal penitenziario e sul loro ultimo obiettivo: l'ultima rapina prima di ritirarsi.




Dall'uscita di questo spin off su Fox Spagna sono sorti pareri piuttosto discordanti, alcuni fan non lo hanno ritenuto soddisfacente, convinti che bastasse la quarta stagione che già aveva chiuso sulle storie dei personaggi, altri invece sono rimasti entusiasta. In Italia dovrebbe arrivare in estate su Netflix, aspettiamo ansiosi di vedere il risultato di questa stagione creata proprio per i veri fan!

mercoledì 13 maggio 2020

20 CURIOSITÀ SU LA CASA DI CARTA




1. Gli attori ricevevano il copione di giorno in giorno, dunque non erano a conoscenza del finale e si stupivano nel vedere le azioni e i destini dei loro personaggi di volta in volta.

2.Il colore principale della serie è il rosso. Lo ritroviamo in ogni oggetto che ha a che fare con i furti: le tute, i megafoni e i telefoni. Questo per dare l'idea di passione, ma soprattutto di ansia e pericolo.

3.Luka Peros che interpreta Marsiglia, ha doppiato il suo personaggio in ben 5 versioni, dunque in 5 lingue diverse!

4.Inizialmente i personaggi dovevano avere tutti qualcosa in comune: essere malati terminali.

5.Quando Arturo viene suturato con dei punti, l'ago entra davvero nella sua pelle per rendere tutto più reale. Sul set c'erano, infatti, medici veri. 

6.Per la lavorazione dell'oro è stato chiesto a veri tecnici di una fonderia di insegnare agli attori ogni segreto del loro lavoro. 

7.Per il personaggio di Tokyo, si sono ispirati al film Lèon alla cui protagonista (Natalie Portman) Tokyo somiglia. 

8.La malattia di Berlino non esiste veramente, ma ne esiste una molto simile, la miopatia mitocondriale che influenza la forza dei muscoli. 

9.L'episodio pilota è stato girato ben 52 volte prima di raggiungere la forma magistrale che ha. 

10.Ci sono molti punti in comune con la fortunata serie spagnola Vis a vis. A partire dai produttori fino agli attori e ad alcune location comuni. 

11.La scena in auto del primo episodio che vede protagonisti Tokyo e il professore  è  stata girata in circa 5 ore. 

12.La maschera doveva essere inizialmente quella di Picasso o di Don Chisciotte, solo dopo è stata scelta quella di Dalì. 

13.Nella prima versione del pilota, la voce narrante era quella del professore, ma questo egocentrismo mal si addiceva alla sua personalità, cosi la scelta è caduta su Tokyo.

14.Alvaro Morte alias il professore non era abituato a portare gli occhiali, così li toccava e li regolava di continuo, questo tic nervoso è finito per entrare a far parte della sceneggiatura ed è diventata una importante caratteristica del personaggio. 

15. Arturito (Enrique Arce) ha fatto il provino anche per il Colonnello Prieto e quasi preferiva di più quel ruolo fino a pensare di rifiutare la parte di Arturo!

16.Nairobi non esisteva nella prima versione del copione, ma ad ispirarla è stata proprio Alba Flores.

17.Nella sede del quotidiano spagnolo ABC sono stati stampati i biglietti su carta da giornale che simulano le banconote. 

18.Oslo, Mosca e Nairobi, dovevamo chiamarsi Valencia, Chernobyl e Camerun. Tokyo è stato il primo nome ad essere scelto guardando una maglietta che indossava Ursula Corberò che portava proprio il nome della città.

19.Sul set sono stati assunti veri specialisti di armi. 

20.Sono stati gli attori che interpretano Berlino e il professore a immaginare un legame di parentela tra i due, così hanno scritto anche la back story dei due fratellastri.