mercoledì 29 aprile 2020

DARK WATERS-CATTIVE ACQUE di Todd Haynes




Tratto da una storia vera.  Rob Bilott, avvocato di Cincinnati, dal difendere il mondo dell’industria chimica in un grande studio della città, si ritrova a perorare la causa del contadino Wilbur Tennant della Virginia (suo stato natale), che accusa il colosso della chimica Dupont di riversare sostanze tossiche nel lago, portando alla morte i suoi animali che si abbeverano a quelle acque, tra mostruosi tumori e atroci sofferenze.
Ma c’è di più, ben presto l’avvocato scopre che in Virginia si stanno ammalando anche le persone , tra cui Wilbur Tennant, a cui intanto Rob si è affezionato.
Ha inizio una dura battaglia legale che cambierà per sempre la vita del protagonista e che metterà a repentaglio anche la sua serenità famigliare. 


Tratto da una inchiesta giornalistica pubblicata sul New York Times, il regista riporta la grazia che gli era propria già in film come Carol. Abile a delineare lo sfondo della Virginia con i costumi e i paesaggi degli anni ’90.
Tutto il film si mantiene sui toni propri dei film di inchiesta giornalistica e del drammatico, non aspettatevi climax sconvolgenti, ma il racconto della battaglia legale con la passione che caratterizza il protagonista, basterà a farvi desiderare di  arrivare fino alla fine per scoprire se giustizia sarà fatta. 


Dal punto di vista cromatico, il film si basa su toni cupi, luci tendenti al bluastro che scavano ancora di più il volto del protagonista sempre più coinvolto e provato. 
Peccato per la semina non del tutto raccolta dell’incipit, in cui, negli anni ’70,  tre amici fanno il bagno nel lago per poi essere cacciati via mentre alcuni uomini gettano nell’acqua liquidi sospetti.

Cosa contribuisce a farci immedesimare in questa storia? Il fatto di scoprire di essere (o essere stati ) in qualche  modo coinvolti. Il veleno si nasconde sulle pentole delle famiglie americane e non solo e anche se nel film non viene accennato, noi che lo guardiamo lo sappiamo bene.  E allora pronti a fare il conto del pentolame che abbiamo a casa e delle sue caratteristiche.

Inevitabile per Rob cedere a qualche forma di compromesso nella dura battaglia contro il colosso della chimica e i suoi più disparati modi di nascondere le prove che gli incastrano.  Nonostante i compromessi (che non affievoliscono la sua voglia di verità, nonostante ne risenta fisicamente) Rob trova tutta la nostra comprensione in quanto “eroe” moderno che ha combattuto una battaglia praticamente da solo.


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