venerdì 13 novembre 2020

SICURI DI SAPERE PROPRIO TUTTO SU HARRY POTTER?


Ecco a voi una "breve" carrellata di curiosità sul mago più famoso della storia, Harry Potter e tutto il suo mondo magico e i suoi compagni di viaggio, sulle loro vite anche dopo quello che abbiamo visto al cinema! 
La storia del mago e di Hogwarts si è conclusa con I doni della morte, ultimo libro e film della saga, con la definitiva sconfitta del malvagio Voldemort, in cui abbiamo visto i nostri cari amici alcuni anni dopo, con le loro famiglie pronti ad accompagnare i figlioletti nel primo giorno alla scuola di magia che loro stessi avevano frequentato anni prima. 
La Rowling, però, non ha smesso di scrivere di Harry Potter e del suo destino, sia su varie chat e blog, sia realizzando un'opera teatrale  Harry Potter e la maledizione dell'erede, in cui i veri protagonisti sono i giovani figli dei personaggi a cui siamo affezionati.

I veri addicted saranno sicuramente al corrente di tutte queste curiosità, ma un po' di ripasso non fa mai male! 



1.Ron Weasly venne allontanato dal set durante la scena del bacio tra Harry ed Hermione perchè non smetteva di ridere!

2.Il numero che compone Ron nella cabina che li porterà al Ministero della magia è il 6-2-4-4-2. Le lettere dell'alfabeto che corrispondono a questi numeri compongono la parola MAGIA.

3.Il personaggio del professor Piton è ispirato al maestro di chimica della Rowling.
 

4.Dopo Hogwarts, Hermione ha lavorato per il Ministero della Magia, presso il Dipartimento per la regolazione e controllo delle creature, al fine di ottenere maggiori diritti per elfi domestici e altre creature magiche. Poi è passata alla sezione dell'applicazione della legge magica. 


5.Dopo aver lasciato il lavoro al Ministero della magia, Ron si unisce al fratello George nella gestione del Weasley's Wizard Wheezes, un negozio di scherzi e piccole magie.


6.I figli di Harry hanno dei nomi ricchi di significato: James Sirius, Albus Severus, Lily Luna.
 
7.Harry, Ron ed Hermione posseggono tutte le cioccorane a loro dedicate. Come Silente, anche Ron lo considera il più grande successo della sua vita. 

                                               
8.Neville Paciock ha sposato Hannah Abbott ed è diventato professore di Erbologia a Hogwarts.

9.Ginny Weasley diventa una grande giocatrice di Quidditch e dopo il primo figlio avuto da Harry, passa alla redazione sportiva della Gazzetta del Profeta. 

10.George Weasley ha sposato Angelina Johnson. Insieme hanno 2 figli, Fred e Roxanne. 
                      

11.Harry e Voldemort, come affermato dalla Rowling nel 2007, sono lontanissimi parenti. Secondo l'autrice alla fine tutte le famiglie magiche sono legate tra loro.

                   

12.I nonni di Harry, Fleamont e Euphemia Potter, che Harry non ha mai conosciuto perchè morti di vaiolo del drago, hanno lasciato una grande eredità al figlio James e quindi a Harry, grazie alla famosissima pozione per capelli Sleekeazy, inventata da Fleamont.

13.La retta di Hogwarts è gratuita, scelta dell'autrice dovuta probabilmente alle difficoltà economiche che aveva la Rowling all'inizio della sua carriera, prima di pubblicare i primi volumi. 


14.I genitori di Paciock, torturati da Bellatrix Lestrange con la maledizione cruciatus, non si sono mai ripresi dal trauma e sono ospiti fissi dell'ospedale di San Mugo per le malattie e ferite magiche, non hanno mai saputo delle gesta del figlio nella guerra contro Voldemort. 

                      

15.Silente, come ormai ampiamente risaputo, era omosessuale. Si innamorò del mago Grindewald prima che questi si votasse alle arti oscure. 

                    

16.Il primo attore ad essere scritturato fu Robbie Coltrane per il ruolo di Hagrid. 

17.I genitori di Daniel Radcliffe non accettarono fin da subito che il figlio andasse sul set prima di finire gli studi, furono convinti con un grande corteggiamento da parte degli autori.

18.J.K. Rowling scelse personalmente Alan Rickman per il ruolo di Piton.      

                     
19.Il motto di Hogwarts Draco dormiens nunquam titillandus significa alla lettera non svegliare il drago che dorme. 

20.La leggenda della pietra filosofale e l'immortalità, non è stata creata dalla Rowling. Il personaggio di Nicholas Flamel è un alchimista francese realmente esistito tra il '300 e il '400.

                  

21.I capelli dei gemelli Weasly così come quelli di Draco Malfoy sono in realtà castani e sono stati tinti per tutti e 8 i film.
Daniel Radcliffe ha indossato 160 paia di occhiali. 

                 

22.Per rendere i Dursley il più odiosi possibile gli scenografi furono incaricati di scegliere il mobilio più brutto sul mercato.

23.Edwige è stata interpretata da 3 gufi diversi.
 
24.Il volo è un punto debole di Hermione.

                

25.Stephen King considera la professoressa Umbridge la miglior cattiva immaginaria da Hannibal Lecter. 

                      
26.Tom Felton (Draco Malfoy) ha letto anche i personaggi di Harry e Ron.

27.Il primo libro è stato rifiutato da ben 12 case editrici. 

                      

28.Harry Potter e la Rowling sono nati entrambi il 31 luglio. 

29.Della pietra Filosofale c'è anche una versione in greco antico e latino. La primissima edizione del libro vale una vera fortuna. 

30.Durante le riprese del prigioniero di Azkaban, a Tom Felton vennero cucite le tasche del mantello perchè continuava a portare di nascosto cibo sulla scena.

31.Michael Jackson chiese alla Rowling i diritti per creare un musical sulla saga ma la scrittrice si rifiutò categoricamente. 

giovedì 5 novembre 2020

ADDIO A GIGI PROIETTI, L'ULTIMO DEI GRANDI


Oggi l'ultimo saluto a Gigi Proietti, prima al Globe Theatre, teatro elisabettiano da lui a suo tempo voluto, in cui il sipario si è aperto e per l'ultima ha fatto ingresso in scena il grande attore, seguito da un interminabile applauso dei suoi amici, allievi, colleghi di sempre. Poi le esequie in forma privata nella chiesa degli artisti in Piazza del Popolo a Roma, una piazza che senza la pandemia sarebbe stata gremita di gente, della sua gente che con un ultimo saluto avrebbe provato a ringraziarlo di tutto quello che Gigi ha fatto per Roma e per l'Italia nel corso della sua lunga carriera. L'emozione è tangibile, visibile sui volti di tutti seppur nascosti dalle mascherine. Le parole rotte dalla commozione di chi gli era più vicino, hanno consegnato brividi a tutti noi. 


Il feretro al Globe theatre

Ci ha lasciati un grande artista di immensa bravura e umanità, ma la sua eredità non ci lascerà mai. A noi spetta, dunque, l'onere e l'onore più grande, conservarla, preservarla e ricordarla perchè essa sia intramontabile per tutte le future generazioni. 
Uomo di grande cultura, ha portato il teatro in TV e il popolo a teatro, riconsegnando quest'ultimo al pubblico per eccellenza, sradicando l'idea malsana che il teatro fosse solo uno spazio di fruizione per l'élite. 
Ha dato vita a personaggi indimenticabili, portando in scena la romanità nelle sue sfaccettature più buffe e profonde. 
Si è avvicinato al teatro molto presto e nel 1968 ebbe modo di sostituire Modugno nello spettacolo di Garinei e Giovannini "Alleluia Brava Gente", accanto a Renato Rascel. Fu il primo di una lunga serie di successi. É stato direttore artistico del teatro Brancaccio, firmando numerose e importanti regie e formando molti bravi attori di oggi. 



Si è anche occupato di doppiaggio, sua la voce di gatto Silvestro (Tweety era Loretta Goggi), ha doppiato Marlon Brando, Robert De Niro e suo era il grido di "Adriana" nel primo Rocky. 
Si è dedicato anche al cinema, un cult indimenticabile è Febbre da cavallo con la sua mandrakata, fino al più recente film per la tv Preferisco il Paradiso in cui vestiva i panni di San Filippo Neri e la fiction Una pallottola nel cuore. 


Gigi Proietti in Febbre da Cavallo

La sua carriera annovera anche esperienze da cantante e da poeta, partecipazioni al programma di Rai 1, Ulisse, al fianco di Alberto Angela, il quale ha ammesso che le puntate con il suo contributo assumevano un quid in più importantissimo. Tra le ultime interpretazioni ricordiamo un ammaliante Mangiafuoco nel Pinocchio di Matteo Garrone. Ed è atteso per Natale l'ultimissimo film in cui veste proprio i panni di Santa Clause accanto a Marco Giallini. 
Si è spento il 2 novembre a Roma, nel giorno del suo 80° compleanno e lascia una compagna, Sagitta Alter e due figlie, Susanna e Carlotta. 


Una foto di repertorio con la moglie e le figlie 

Numerosi i personaggi dello spettacolo che lo hanno conosciuto e hanno speso parole commosse , tutti concordi nel definirlo un grande artista, ma soprattutto un grande uomo. 
Quando persone così vanno via, lasciano un grande vuoto, facendoci sentire tutti un po' orfani, ma grati e onorati di aver condiviso per un pezzo di strada lo stesso cielo. 
Grazie Maestro, 
ci mancherà. 



martedì 3 novembre 2020

IL PREMIO di Alessandro Gassmann RECENSIONE

 



Uno degli ultimi film che vede  protagonista il compianto Gigi Proietti, è Il premio, per la regia di Alessandro Gassmann. 

Giovanni è un famoso scrittore che nella sua vita ha collezionato numerosi successi letterari e che si appresta a ricevere il premio Nobel. I figli Oreste (Alessandro Gassman) e Lucrezia (Anna Foglietta) lo accompagneranno lungo il suo viaggio in auto in compagnia del suo segretario personale, Rinaldo (Rocco Papaleo), alla volta di Stoccolma per ritirare il premio, passando per Austria, Germania e Danimarca e collezionando piccole avventure. Durante il viaggio conosciamo meglio il personaggio di Giovanni e la sua vita, fatta di eccessi, di figli sparsi qua e là per il mondo, una vita in cui non si è fatto mai mancare niente, tranne un rapporto costruttivo con i figli. 

                                 

Quello che ha infatti realizzato Gassmann è un film sul rapporto padre-figlio, un padre tra l'altro ingombrante, con cui è difficile non entrare in competizione e si ha subito il sentore che il regista abbia inserito più di qualche sentimento autobiografico.
Oreste è un figlio che ha sempre cercato di emanciparsi dal padre andando per la sua strada, senza chiedere mai aiuto, ma ora che ha bisogno di 15.000 euro per completare la palestra che vuole aprire con la moglie e il padre si offre di prestarglieli, gli sembra un buon compromesso ottenerli accompagnandolo fino a Stoccolma. 

             

Lucrezia è la figlia che invece cerca di emulare il padre per ricevere la sua approvazione in tutti i modi e non fa altro che sottolineare la sua erudizione e conoscenza sulla pelle del fratello più sempliciotto. Questo viaggio serve a tutti per ricostruire un rapporto che nel caso di Oreste è anche quello con suo figlio (Wrongonyou), per accettare i difetti l'uno dell'altro, e conoscersi a fondo riprendendo in mano la propria vita. 
La seconda opera di regia di lungometraggio di Gassman appare, dunque, ampiamente riuscita, retta dalla grandezza di Gigi Proietti, perfetto in ogni battuta e movenza. 
Le esigenze produttive si fanno sentire nell'inserimento di musica pop poco calzante a volte, ben intervallata dal sound di Matilda De Angelis, che interpreta una 
musicista amica del figlio di Oreste,  infiltrata nel viaggio da Christiania, quartiere particolare di Copenaghen fino a Stoccolma. 

Il viaggio dunque, è anche un viaggio dell'anima in cui ogni tappa porta con sè una rivelazione, un cambiamento, un avvicinamento tra i figli e il padre. La conclusione con un inchino della famiglia rivolto agli astanti durante una cena di gala a seguito di una rocambolesca scoperta, è il giusto epilogo a spiegazione di un rapporto con un uomo sempre sopra le righe, qual è Giovanni, che mal si approccia ai drammi della vita, che vive solo in apparenza superficialmente. 

La sceneggiatura che rende questa commedia un film di spessore porta con sè l'evidente firma di Massimiliano Bruno (Viva l'Italia, Gli ultimi saranno gli ultimi) assieme a quella dello stesso Gassmann e Walter Lupo.
A tal proposito il discorso finale alla premiazione del Nobel è la chicca del film, un monologo di Proietti perfetto, puntuale, in cui il personaggio rivela a tutti la sua scoperta frutto di questo on the road inaspettato, una morale sottilissima: scendere dal piedistallo, smettere di sentirsi al centro del mondo per tornare in empatia con gli altri. 




martedì 20 ottobre 2020

A CASA TUTTI BENE di Gabriele Muccino RECENSIONE



Con A casa tutti bene, Muccino torna a raccontare la famiglia in tutte le sue contraddizioni e lo fa servendosi di attori straordinari, primi fra tutti Ivano Marescotti e Stefania Sandrelli.
Alba e Pietro festeggiano 50 anni di matrimonio e lo fanno su un'isola su cui posseggono una grande villa, in compagnia di figli, nipoti e i familiari più intimi. A causa del maltempo, però, dopo il pranzo, nessuno di loro può lasciare l'isola  per tornare alla propria vita, così ha inizio una convivenza forzata in cui ben presto verranno fuori tutte le contraddizioni di una  grande famiglia apparentemente perfetta. 


Pierfrancesco Favino, Sandra Milo, Carolina Crescentini
e Claudia Gerini

Muccino riesce perfettamente nell'intento di raccontare una famiglia piccolo borghese come pochi registi italiani ancora sanno fare. Il mondo d'altronde è il suo, da cui difficilmente si discosta nell'ambientare le sue storie e che rende il suo stile, pertanto, riconoscibile. Nel raccontare le storie dei figli di Alba e Pietro così diversi tra loro e così tormentati Muccino racconta anche uno spaccato generazionale, la donna quarantenne, Sara (Sabrina Impacciatore), che riesce ad aggrapparsi solo alle apparenze e per questo finge di non vedere i tradimenti del marito, Carlo (Pierfrancesco Favino) al suo secondo matrimonio difficile che vive nell'incubo di non essere un buon padre per la figlia nata dalla precedente unione e infine l'eterno ragazzino Paolo (Stefano Accorsi) che ha paura di crescere e continua a fare il nomade in giro per il mondo a scrivere libri, una condizione in cui sono molti uomini moderni e che Muccino rende perfettamente in questa estrema difficoltà di Paolo a "scendere dalla giostra". A lui e alla cugina Isabella (Elena Cucci) sono affidate le battute sospirate (forse pure troppo) tipiche dello stile mucciniano. 



Stefano Accorsi e Elena Cucci

Interessantissimi i personaggi e la storia di Claudia Gerini e Massimo Ghini, che affrontano con estrema delicatezza e drammaticità il tema dell'Alzheimer all'interno di un rapporto di coppia che aveva ancora tempo per fiorire.
A portare veracità in questo ambiente fatto in buona sostanza da gente agiata che, dunque, conosce solo i tormenti dell'amore, ci pensano Giammarco Tognazzi (Riccardo) e Giulia Michelini (Luana), coppia romana che aspetta un figlio e spera di trarre da quella giornata e dalla famiglia un aiuto economico.  Forse gli unici a sperimentare in quel momento un sentimento vero, a coltivare il seme della speranza assieme a questo figlio che cresce in grembo.



Giammarco Tognazzi e Giulia Michelini 

Il film si sviluppa in un crescendo di situazioni e drammi assieme al crescere della tempesta che li costringe sull'isola. Bellissimo parallelismo tra i tormenti dell'anima e quelli del clima che trasportano i protagonisti in quello che diventa un non luogo e anche il tempo sembra diradarsi mentre le ore vengono scandite dai drammi familiari e dalla verità che prova a sgorgare prepotentemente fuori. 


La tempesta dà loro la possibilità di posarsi finalmente sulle loro vite frenetiche, non possono abbassare lo sguardo e questa breve vacanza probabilmente cambierà le loro vite per sempre. 
Le musiche sublimi di Nicola Piovani accompagnano i personaggi e ne conferiscono quasi solennità, notevole anche la scelta del tema principale, Bella senz'anima di Cocciante, canzone che è un inno a tirar fuori la verità e mostrarsi per quello che si è.
Un film molto bello, in cui si ha sempre l'impressione che la "bomba" più grossa debba ancora scoppiare e produce un piacevole senso di spaesamento che si appiana solo alla fine.  A casa tutti bene è quello che in fondo diciamo tutti noi perchè i panni sporchi si lavano in famiglia e nel 99% dei casi è un velo che mettiamo davanti alla realtà che in fondo non è poi così bella.  

venerdì 16 ottobre 2020

GLI ANNI PIU' BELLI di Gabriele Muccino RECENSIONE

 

L' ultima fatica di Gabriele Muccino, ha risentito purtroppo della situazione della pandemia e il conseguente lockdown. Dopo le prime settimane al cinema, ha dovuto affrontare la chiusura delle sale, poi è stato distribuito online e all'apertura è ritornato in sala per breve tempo, per uscire definitivamente sulle piattaforme. 
La storia che racconta Muccino abbraccia più di un trentennio. Tre giovani ragazzi, Paolo, Giulio e Riccardo (rispettivamente Kim Rossi Stuart, Pierfrancesco Favino, Claudio Santamaria) incontrano la bella Gemma (Micaela Ramazzotti) che fa girare la testa a tutti, in particolare a Paolo con cui Gemma intraprende una relazione che è costretta a chiudere bruscamente perchè deve trasferirsi a Napoli con la zia, unica parente che le è rimasta.
Tutti e quattro si ritrovano poi da adulti e incroceranno di nuovo le loro vite con risvolti inaspettati. 


Come sempre Muccino è bravissimo a raccontare una generazione, che poi è anche la sua, in un arco temporale molto vasto. Il ritratto di questi giovani, prima, e di questi adulti, poi, ancora immaturi dopo tutto, è preciso e puntuale. 
E lo sfondo storico in cui vivono le loro vite, prima giovani e poi adulte, è reso alla perfezione: le proteste giovanili, la caduta del muro di Berlino, l'ascesa di Berlusconi, il crollo delle torri gemelle. Il tutto dominato dalle passioni, com'è nello stile di Muccino, l'amore travolgente, salvifico solo alla fine, dopo che ha divorato pelle e ossa con la sua furia, le sue corse sregolate, in balia della passione.


Il giù la maschera finale, specialmente di Giulio, è un giusto epilogo di una storia tormentata fino alla fine. Favino qui è alle prese con un personaggio molto meno responsabile di quelli che Muccino gli ha fatto interpretare in precedenza (L'ultimo bacio-Baciami ancora-A casa tutti bene) ed è come sempre credibile, ma è l'unico ad avere alla fine l'epifania più completa, il risveglio dal torpore in cui una vita tanto agognata e ottenuta non senza compromessi, lo aveva condotto.
Le musiche di Nicola Piovani sono assolutamente perfette e in questo caso non si può certo parlare di abuso delle stesse da parte del regista al montaggio. 
Il personaggio di Gemma cade un po' nel solito cliché della donna "facile" dominata solo dalla passione che francamente ci ha stancato. Una menzione merita Alma Noce, Gemma da giovane, che oltre a una grande somiglianza fisica con la Ramazzotti presenta anche una grande somiglianza nei gesti, nell'uso del volto e delle espressioni vocali. 
Molto ben scritti, dal regista e dallo sceneggiatore Paolo Costella, i personaggi maschili nei loro tormenti che hanno radici profonde, antiche che intuiamo nel passato e ritroviamo nei gesti del presente.



Giulio, Gemma,Riccardo,Paolo da giovani

Ampiamente menzionata Emma Marrone, che interpreta la moglie di Riccardo, credibile nelle espressioni, poco nella voce, in un forzato romanesco che in ogni caso non è il suo dialetto natale e non essendo un'attrice non poteva di certo interpretarlo, ma piuttosto imitarlo, come ha fatto.
Francamente da capire la presenza della brava cantante, mi viene da pensare a tutti gli attori che hanno studiato, magari sconosciuti, che avrebbero ottenuto, forse, un risultato più calzante. Attenzione, viva la multidisciplinarietà e l'essere versatili, ma ci vuole molto studio per raggiungerla (vedi J-Lo o la nostrana Paola Cortellesi), la scelta del regista (a cui appello l'unica responsabilità) è stata forse affrettata o istintiva.


Nel complesso un film riuscito, meno del precedente a mio avviso, ma potrebbe essere un giudizio legato alla generazione a cui appartengo e che dunque non fa suscitare in me quel sentimento nostalgico che, a onor del vero,  ha stregato in molti.   

martedì 13 ottobre 2020

GLI ULTIMI SARANNO GLI ULTIMI di Massimiliano Bruno

 


Un film potente e drammaticamente sempre attuale quello che ha presentato nel 2015 Massimiliano Bruno. 

É la storia di Luciana, donna della provincia di Roma che lavora in una fabbrica e che ha un grande desiderio, diventare madre, assieme al marito Stefano, un uomo immaturo, che crede di avere sempre l'idea del secolo per sbarcare il lunario e che odia tassativamente lavorare come manovale al cantiere, anche quando questo diventa necessario per andare avanti. 
Un giorno Luciana scopre di aspettare finalmente il figlio tanto desiderato e per questo il suo contratto non viene rinnovato e perde il lavoro. Inizia così un calvario di disperazione, in cui Luciana è costretta a sobbarcarsi il peso della famiglia sulle spalle, il tutto sempre sull'orlo di una crisi di nervi che, però, non deve venir fuori davanti agli amici, per sentirsi tutti uguali, tutti sullo stesso piano.



Paola Cortellesi e Alessandro Gassmann

Contemporaneamente a quella di Luciana, scorre la storia di un poliziotto, Antonio (Fabrizio Bentivoglio), che è stato mandato dal nord ad Anguillara per punizione e, subendo le vessazioni dei suoi colleghi, farà i conti con se stesso e la sua colpa. Le due linee finiscono inevitabilmente per incontrarsi alla fine del racconto.



Fabrizio Bentivoglio è Antonio

Non bisogna lasciarsi ingannare dalla materia trattata, il film, infatti, risulta molto leggero, pieno di quella comicità romana che deriva per lo più da un accento o da un'espressione del viso. Sublime Paola Cortellesi nei panni di Luciana, esprime perfettamente le diverse emozioni che attraversano la protagonista; è felice per il bambino, è stressata per il lavoro, ha paura per il futuro. Spalleggiata alla grande da Alessandro Gassmann (Stefano), preciso come sempre nella caratterizzazione dei suoi personaggi. Nel complesso l'intero cast lascia il segno, tutti molto coerenti e naturali con i loro alter ego, frutto di una regia che li mette a loro agio, li lascia liberi di esprimersi e ne cattura ogni gesto. Una menzione particolare merita il sempre bravo Stefano Fresi.


É un film intimo e allegro che lascia, però, con una grandissima sensazione di amaro in bocca, di impotenza, quasi di resa. Il gesto finale di Luciana (che non vogliamo, ovviamente, spoilerare)  è condannabile, ma comprensibile, assume contorni di tenerezza e disperazione palpabile. La storia corre sempre su un filo in bilico tra la commedia e il dramma fino a fondersi nel modo più opportuno. Bruno sceglie di fare un film di denuncia servendosi per lo più della commedia, quella ponderata e pensata che porta alla riflessione, come aveva già fatto con la satira politica di Viva l'Italia del 2012.
Fa effetto pensare che prima di un film questa storia sia stata una piece teatrale di grande successo tra il 2005 e il 2007. Stiamo parlando di 15 anni fa, il dramma del lavoro già c'era e oggi che questo film continua a smuovere gli stomaci, è ancora così attuale. Mi piace considerarlo lo specchio di una società che ha fallito su più fronti, la maternità, la dignità umana, il diritto fondamentale su cui si basa la nostra Repubblica: il lavoro.



giovedì 10 settembre 2020

TENET di Christopher Nolan RECENSIONE

Si discute molto in questi giorni del nuovo film , al momento campione d’incassi, di Christopher Nolan. E’ un film che divide, lascia perplessi e probabilmente non del tutto soddisfatti. 

                      

      
Un uomo che lavora per la CIA, non è chiaro sotto quale profilo, si ritrova invischiato in un’operazione in Ucraina al Teatro dell’Opera, in cui è in corso un attentato terroristico. 
Testato il suo coraggio e lealtà nel rischiare la vita in difesa del prossimo, gli viene presentata una nuova missione estremamente complicata: scongiurare la terza guerra mondiale. E’ qui che inizia il viaggio di Nolan e del suo protagonista (John David Washington) in una realtà continuamente contaminata e cambiata dal futuro, ci si muove in spazi temporali diversi, i proiettili sono invertiti, rientrano cioè nelle pistole che nell’altro tempo gli hanno sparati, anziché uscire, gli interventi sul futuro cambiano il presente. Tutto questo mette in pericolo l’intera umanità, al protagonista il compito di salvarla. All’interno di questo quadro thriller, non c’è tempo per i sentimentalismi, tranne per quelli di una donna verso il figlioletto, che cerca di non perdere a causa del marito dispotico e cattivo che conosce la realtà dell’inversione e ha in mano la chiave che può portare alla fine di tutto.




La spy-story si trasforma ben presto in un film di guerra, di notevole prestazione. Inizia una lotta per recuperare l’algoritmo che può distruggere l’uomo, la tensione è sul filo del rasoio in un continuo cambio di piani temporali che sono l’uno la spiegazione dell’altro.
Un racconto intrecciato sviscerato in due ore e mezzo di film, che resta comunque inafferrabile per lo più. Nolan torna a raccontare alla maniera di Inception e di Interstellar soffermandosi su questa idiosincrasia tra passato e futuro e sul fatto che il lavoro su quest’ultimo può cambiare le carte in tavola. A differenza dei precedenti citati,  però, il protagonista non è del tutto consapevole di cosa sta esperendo quasi fino alla fine del film, del resto la comprensione del meccanismo che è alla base del film è difficile anche allo spettatore, che in genere, si sa,  preferisce afferrare il concetto.


Robert Pattinson e John David Washington in Tenet


Nel complesso il film è visivamente molto valido, sicuramente la visione in Imax per il cui formato è stato girato, rende ancora di più.
Le musiche di Ludwig Goransson sono una delle cose più riuscite del film assolutamente didascaliche, precise, incalzanti.
Tuttavia ci sono molte cose che restano sospese, a partire dallo stesso titolo, la cui preminenza è stata sottolineata anche nel trailer, eppure cosa resta di questa parola latina?E’ solo una chiave perché i partecipanti si riconoscano tra loro. È una parola palindroma, ancora una volta a sottolineare il concetto  dell’inversione. Al sarcasmo del personaggio di Robert Pattinson il compito di alleggerire in più punti il clima. 
 È un film che  registicamente  non si discute, ma qualcosa sfugge, è pericolosamente evanescente, confuso al di là della complessità del tema trattato.




giovedì 13 agosto 2020

É PER IL TUO BENE di Rolando Ravello RECENSIONE

 

Il film è il remake italiano del successo spagnolo Es por tu bien, del 2017.

Gli attori, tutti collaudati e con un bel feeling tra loro, mettono in scena un intreccio familiare originale, ma un po' eccessivo. Alice, Paola e Isabella sono 3 sorelle, i rispettivi mariti sono molto amici tra loro e allo stesso tempo molto gelosi delle loro figlie. Tutti e tre padri di donne che si stanno emancipando, prendendo in mano la propria vita. Sara, figlia di Alice  e Sergio, che cerca disperatamente di tenere a freno la sua rabbia, si fidanza con uno sciupa femmine che ha trent'anni più di lei. Valentina, figlia dell'avvocato Arturo e di Isabella, lascia sull'altare il braccio destro del padre, per iniziare la sua storia d'amore con una donna di colore, vegana ed ecologista. 
Mentre Marta, figlia degli apprensivi Antonio e Paola, si fidanza con un rapper a prima vista non molto affidabile. 
I tre padri in preda ad ansie sociali e gelosie, si coalizzeranno per sabotare queste storie d'amore con risvolti abbastanza prevedibili. 

Giuseppe Battiston,Marco Giallini, Vincenzo Salemme


Isabella Ferrari,Valentina Lodovini,Claudia Pandolfi

Il film nel complesso non è perfettamente riuscito. La chimica tra gli attori più adulti è alta e fortunatamente tiene in piedi il film, ma la storia, rimaneggiata da Fabio Bonifaci e Rolando Ravello che ne firma anche la regia, è debole, esagerata, mal costruita, su una serie di gag troppo "audaci" e non sempre divertenti. 

I dramma dei giovani non si può dire che rappresentino le aspirazioni o la vita della maggior parte dei giovani italiani, quindi si fa fatica ad immedesimarsi.  Molto bravi la Pandolfi e Battiston a rappresentare la difficoltà della gestione della rabbia per il singolo e per la coppia, uno spunto originale che si poteva sfruttare meglio.
La regia di Ravello è ottima come sempre, dopo tutto è lo stesso regista di Tutti contro tutti, bel film di denuncia contro gli occupanti abusivi delle abitazioni, tuttavia non può fare molto con la storia debole e un po' bizzarra in stile spagnolo. 
I temi importanti accennati, l'omosessualità, il razzismo, gli scatti d'ira e i pregiudizi, non hanno ricevuto l'attenzione che meritavano.


Il cast

Un remake un po' infelice, da questi attori, scrittori e registi ci si poteva aspettare molto di più. 

giovedì 30 luglio 2020

FESTIVAL DEL CINEMA DI VENEZIA 2020 - I FILM IN CONCORSO

Come abbiamo già detto in precedenza, la Mostra del cinema di Venezia non seguirà l'esempio di Cannes, ma si farà, con tutte le precauzioni è ovvio, dal 2 al 12 settembre 2020!

La meravigliosa Cate Blanchette sarà la presidente di giuria. Sono stati annunciati in questi giorni i film in concorso, anche quest'anno il festival si conferma fiero di essere italiano e allo stesso tempo cosmopolita. Sarà Lacci di Daniele Luchetti il film d'apertura, mentre quello di chiusura sarà affidato a Lasciami andare di Stefano Mordini. Un festival che non dimentica le quote rosa, sono 8 i titoli presentati da registe donne. 

Lista:

In between Dyng- Hilal Baydarov

Le sorelle Macaluso- Emma Dante

The world to Come- Mona Fastvold

Nuevo Orden- Michel Franco

Amantas- Nicole Garcia

Laila in Haifa- Amos Gitani

Dorogie Tovarischi- Andrei Konchalovsky

Spy no Tsuma- Kiyoshi Kurosawa

Khorshid- Majid Mjidi

Pieces of a woman- Kornle Mundruczo

Miss Marx- Susanna Nicchiarelli

Padrenostro- Claudi0 Noce

Notturno- Gianfranco Rosi

Never Gonna Snow Again- Malgorzata Szumowska

The Disciple- Chaitanya Tamhane

And Tomorrow The Entire worl- Julia Von Heinz

Quo vadis, Aida?- Jasmila Zbanic

Nomadland- Chloè Zhao 


Certi che anche Venezia ricorderà il buio periodo appena trascorso e ancora irrisolto e la sofferenza arrecata, tra gli altri, al cinema e a quei comparti dietro le quinte, spesso dimenticati, ci auguriamo che questi titoli siano un nuovo impulso per la prossima stagione cinematografica.

lunedì 20 luglio 2020

IL REGNO di Francesco Fanuele



L'opera prima di Francesco Fanuele, disponibile on demand, è una commedia che si fregia di grandi attori quali Max Tortora Stefano Fresi. La storia raccontata è in sè molto originale. Giacomo (Stefano Fresi) riceve in eredità dal padre deceduto un regno! Un piccolo scorcio di Medioevo ricavato nella campagna romana in cui ormai da alcune generazioni, crescono uomini e donne che vivono in questo equilibrio di altri tempi. Giacomo si trova sulle spalle questo assurdo fardello e scopre di avere anche una sorella, perfettamente integrata nel contesto, che trama bramando il trono. 
Divertente e ben riuscito l'eloquio con Max Tortora, ciambellano di corte, che è ormai stufo di quel bizzarro esperimento sfuggito di mano e contamina il suo linguaggio colto e aulico con inserzioni romanesche e veraci.
Nonostante la trama molto promettente, il film non convince del tutto, restando per tutta la durata prevalentemente piatto. Assieme al protagonista, lo spettatore si abitua presto all'ambientazione medievale e la repentina evoluzione del personaggio, in diverse sfaccettature per altro, lascia un po' confusi. 
Giacomo prima è riluttante, poi è avido, poi di nuovo buono, in un contesto che non suscita cos
ì spesso la risata come ci si aspetta. 
Probabilmente questo non interessava allo stesso Fanuele che si sofferma maggiormente su atmosfere quasi da favola per condurre a una riflessione, purtroppo non così  immediata, sul potere e sulla solitudine che in qualsiasi epoca e condizione di vita è sempre attuale e amara. 
Stefano  Fresi, eccezionale  maschera del nostro cinema, versatile e magnetico, come sempre è una garanzia, la coppia con l'irresistibile Max 
Tortora funziona. 

STEFANO FRESI  E MAX TORTORA

Vi consigliamo comunque la visione di quest'opera prima, che ha collezionato pareri discordanti, affinchè possiate farvi una vostra personale idea.



 
                                              

martedì 7 luglio 2020

NASTRI D'ARGENTO 2020 TUTTI I PREMI




La 74esima edizione dei Nastri d'argento non poteva che iniziare con un omaggio alla splendida ed eterna arte di Ennio Morricone, con uno struggen
te stralcio di C'era una volta in America.
In diretta dal museo Maxxi di Roma, conduce un'emozionata e misurata Anna Ferzetti. Con una scenografia semplice e moderna, con il suo discorso d'apertura la conduttrice ricorda inevitabilmente la situazione passata nei mesi scorsi nel pieno della Pandemia di Covid, il nuovo significato assunto dalle mura di casa e di come appaia una splendida vittoria oggi poter uscire di casa seppur con le dovute precauzioni. Dopo l'esperienza dei David di Donatello senza pubblico e con tutti i protagonisti in collegamento, questa serata dei Nastri fa tirare quasi un sospiro di sollievo, il cinema è ripartito e speriamo non debba fermarsi più! Doveroso l'omaggio fatto ai lavoratori del cinema, quelli che sono dietro la macchina da presa e che fanno funzionare il tutto e al cinema italiano di quest'anno che ha regalato comunque prove eccellenti. 
Passiamo ora a una breve lista dei premi Nastri d'argento 2020.

  • MIGLIOR FILM: FAVOLACCE dei fratelli D'INNOCENZO.

  • MIGLIOR REGIA: MATTEO GARRONE per PINOCCHIO

  • MIGLIOR ATTORE PROTAGONISTA: PIERFRANCESCO FAVINO per HAMMAMET

  • MIGLIOR ATTRICE PROTAGONISTA: JASMINE TRINCA per LA DEA FORTUNA

  • MIGLIOR ATTORE NON PROTAGONISTA: ROBERTO BENIGNI per PINOCCHIO

  • MIGLIOR ATTRICE NON PROTAGONISTA: VALERIA GOLINO per 3 E' IL NUMERO PERFETTO e RITRATTO DI GIOVANE IN FIAMME

  • MIGLIOR COMMEDIA FIGLI di MATTIA TORRE e GIUSEPPE BONITO

  • MIGLIOR ATTORI DI COMMEDIA VALERIO MASTANDREA E PAOLA CORTELLESI per FIGLI

  • MIGLIOR REGISTA ESORDIENTE: MARCO D'AMORE per L'IMMORTALE

  • MIGLIOR COLONNA SONORA EX EQUO: BRUNORI SAS ODIO L'ESTATE e PASQUALE CATALANO per LA DEA FORTUNA

  • MIGLIOR SOGGETTO: PUPI, ANTONIO E TOMMASO AVATI per IL SIGNOR DIAVOLO

  • MIGLIOR SCENEGGIATURA: FAVOLACCE di FABIO E DAMIANO D'INNOCENZO

  • NASTRO FILM DELL'ANNO: VOLEVO NASCONDERMI di GIORGIO DIRITTI

  • MIGLIOR CANZONE ORIGINALE: CHE VITA MERAVIGLIOSA di DIODATO 

  • NASTRO DELLA LEGALITA': ASPROMONTE LA TERRA DEGLI ULTIMI di MIMMO CALOPRESTI 

  • MIGLIOR FOTOGRAFIA: FAVOLACCE PAOLO CARNERA

  • MIGLIOR COSTUMI: PINOCCHIO MASSIMO CANTINI PARRINI

  • NASTRO D'ORO A VITTORIO STORARO, ottavo nastro d'oro della manifestazione

  • NASTRO ALLA CARRIERA: TONI SERVILLO.


                                                                                 

lunedì 6 luglio 2020

ENNIO MORRICONE L'umiltà dei grandi


Ci lascia oggi, 6 luglio 2020, un grande artista italiano, Ennio Morricone. Assieme all'orgoglio di definirlo un grande uomo italiano, ci lascia la sua anima racchiusa nelle colonne sonore da lui composte, autentici capolavori della sua vita artistica. Racchiudiamo in queste righe la straordinaria vita di quest'uomo d'altri tempi, molto riservato, ma cordiale con tutti che con la sua immensa umiltà ha avvicinato a sè e alla sua arte milioni di ascoltatori in tutto il mondo . 

Ennio Morricone nasce a Roma il 10 novembre 1928, primo di 5 figli. Il padre era un suonatore di tromba e la madre casalinga. Già dall'età di 10 anni inizia a frequentare il conservatorio di Santa Cecilia nella classe di tromba, seguendo le orme paterne. 
Fu l'insegnante di armonia complementare, Roberto Caggiano, a notare le precoci doti del giovane e a suggerirgli lo studio della composizione. 
Dopo aver conseguito il diploma in tromba, frequenterà al Conservatorio il terzo e ultimo anno di musica corale e direzione di coro, ma si ritirerà prima del diploma. 

Sarà il 1955 l'anno della svolta, in cui Morricone riconosce la sua vera vocazione iniziando ad arrangiare musiche per il cinema. In seguito alla nascita del figlio Marco, cerca lavoro per necessità economica e lo trova in Rai come assistente musicale, ma si licenzia il primo giorno! Anche se continuerà a collaborare a diversi programmi.

Nel 1961, anno di nascita della figlia Alessandra, realizza la sua prima colonna sonora per il film Il federale di Luciano Salce. Tre anni più tardi con la nascita del terzogenito Andrea nasce anche il sodalizio con Sergio Leone, per il quale firmerà colonne sonore indimenticabili: Per un pungo di dollari, Il buono il brutto e il cattivo, C'era una volta in America.
Dopo la nascita del quarto figlio, riduce l'attività di arrangiatore a favore di quella di compositore per il cinema,  collaborando con diversi grandi tra cui Dario Argento, Bernardo Bertolucci, Marco Bellocchio, Pier Paolo Pasolini. 


Nel corso della sua carriera riceve diversi importanti riconoscimenti e premi, diventando il fiore all'occhiello della musica italiana nel mondo. Da ricordare anche il suo impegno a sostegno della musica: assieme a Michele Campanella, Uto Ughi e Vittorio Antonellini è stato uno dei relatori al convegno voluto dal CAMI (Comitato autonomo musicisti italiani) sui problemi economici e politici della musica.

Ci lascia nel 2020 all'età di 92 anni, dopo averci regalato un immenso patrimonio culturale e umano. 


                                                                         

                                                                   

venerdì 3 luglio 2020

THE CROWN 4 - LE ANTICIPAZIONI!



Le riprese del quarto capitolo di The crown si erano fortunatamente concluse prima dell'emergenza coronavirus, dunque, la data di uscita, come fu per le altre stagioni, dovrebbe essere verso la fine del 2020. Qualche indiscrezione sulla quarta stagione è già trapelata: accanto ai già apprezzati nella terza serie Olivia Colman, Tobias Menzekis e Helena Bonham Carter, troveremo Emma Corrin nei panni di Lady Diana. L'attrice si è detta molto eccitata all'idea di interpretare questo personaggio e di non vedere l'ora di scoprirne il carattere dalla penna di Peter Morgan (il creatore della serie). Accanto a lei, Gillian Anderson interpreterà Margareth Tatcher, la prima donna a ricoprire il ruolo di primo ministro in Gran Bretagna, personaggio molto discusso. Secondo le indiscrezioni, è in questa stagione che vi sarà anche un episodio dedicato all' uomo che riuscì a intrufolarsi nella camera da letto della regina!
Peter Morgan ha inoltre confermato una quinta stagione a cui sta già lavorando. Il ruolo della sovrana sarà di Imelda Staunton (Harry Potter), ma non ne seguirà una sesta, Morgan ha infatti affermato che in fase di scrittura ha capito di doversi fermare alla quinta. 

Emma Corrin sarà Lady D

Gillian Anderson sarà Magareth Tatcher

Imelda Staunton sarà la Regina Elisabetta II

Non vediamo l'ora di vedere il quarto capitolo, intanto le prime tre stagioni sono disponibili in streaming per un bel ripasso!